Monologo sul Calcio

Perché amo il calcio?

Amo il calcio perché c’è un pallone e quattro pali a fare due porte.. e bisogna fare gol. Ed è così che Buenos Aires è come Milano, Mosca come Rio De Janeiro, Londra come Nairobi e Casablanca come Monaco; si potrebbe continuare.. e trovereste comunque uomini e bambini che sorridendo tirano calci ad un pallone.

Amo il calcio perché c’è una squadra in campo che corre, suda, vince e.. perde insieme, senza gerarchie; tutti con due gambe e tutti contro lo stesso numero di avversari, ad armi pari. Ed è così che la lotta è più democratica di qualsiasi intervento militare “umanitario” legittimo.

Amo il calcio perché c’è chi attacca, c’è chi difende, c’è chi costruisce e chi distrugge.. come nella vita. Ed è così che se gli elementi non si combinano e si amalgamano l’un l’altro allora non si va avanti.. come nella vita.

Amo il calcio perché quando quel pallone entra nella porta si ferma il tempo. Ed è così che gioia e disperazione nascono dallo stesso preciso istante e si manifestano nella loro più totale profondità.

Amo il calcio perché i bambini divengono uomini e gli uomini divengono bambini. Ed è così che le madri e le mogli lavano insieme le stesse magliette sudate.. con gli stessi colori e spesso con lo stesso numero dietro le spalle.

Amo il calcio perché quando entri in uno stadio.. la prima cosa che guardi è la curva, i tifosi, i colori e le coreografie. Ed è così che scopri quello che significa la parola “fede”, proprio nel “giorno di Dio”.

Amo il calcio perché è meritocratico, sul campo, e non ci sono raccomandazioni o santi in paradiso; o giochi o non giochi, o sei bravo o sei un mediocre. Ed è così che il calcio ha più dignità ed etica della società tutta.

Amo il calcio perché bianchi e neri vestono gli stessi colori ed insieme esultano sotto la stessa curva. Ed è così che solo un gol ti permette di abbracciare sinceramente lo sconosciuto al tuo fianco.

Amo il calcio perché anche se un campione “guadagna i miliardi”.. in fondo ne fa incassare altrettanti, che poi secondo le nostre “leggi moderne” significa “efficienza”. Ed è così che diviene più ignobile la politica, la televisione e spesso il cinema con i suoi ridicoli fuoriclasse inefficienti.

Amo il calcio perché se Giacomo Leopardi è un poeta.. allora lo è anche Roberto Baggio.

Amo il calcio perché quando ci si cuce addosso una maglia e i suoi colori.. sono per sempre. Ed è così che “si cambia moglie ma non si cambia squadra”.

Amo il calcio perché la televisione è una cosa.. ma la radio è un’altra. Ed è così che lo stadio diviene altra dimensione.

Amo il calcio perché in tutta sincerità il vero sogno di ciascuno di noi, nonché la gioia più intensa, è quello di segnare un gol. Ed è così che ho smesso di chiedermi, se mai me lo fossi veramente chiesto, perché milioni e milioni di persone si ritrovino ogni settimana a fissare per novanta minuti un rettangolo verde.

Per questo amo il calcio.. perché, nonostante tutto, vince sempre lo spettacolo.

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NZ – nathanzippo@msn.com

1 commento

Archiviato sotto SOCIETA'

Una risposta a Monologo sul Calcio

  1. Enzo

    In quello che dici mi sono ritrovato “giovane” giocatorino che giocando all’ala si prendeva in primis tutti gli insulti dei tifosi contrari su campi improponibili e circondati da corde.
    Mi commuovo quando penso ai dopo partita e ritornando a casa ai panini (il nostro compenso) che ci offriva l’allenatore in qualche osteria.
    Oggi, in linea di massima, sono d’accordo con te quando il calcio è sport aggrecante e dilettantistico nel puro senso della parola e quando non è inquinato dai vari … Moggi ecc.
    Sto apprezzando ultimamente il Rugby.

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